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Il Gruppo
AltreVelocità è una
redazione intermittente, che si avvale di pensieri e persone
in continuo ricambio,
con la comune urgenza di interrogare il
presente e le sue arti per scovarne i sommovimenti, sotterranei
o evidenti. |
Redazione Lavori in
Pelle 2006: Sara Dal Corso, Agnese Doria, Lorenzo
Donati, Lucia Oliva |
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ZOOM |
La precarietà del
corpo eterno
di Agnese Doria |
La forza del corpo risiede nella sua possibilità di esprimersi
malgrado tutto, la sua debolezza invece, malattia del nostro
oggi, si annida nella volontà di renderlo tempio assoluto
dell'eternità. Pare ormai legittimato e scontato intervenire
sul corpo fino a cambiarne la storia iscritta sulla pelle.
La
coreografia ha delle responsabilità a riguardo.
Rintracciare
nel segno e nella grammatica del gesto la rivoluzione che questo
mondo chiede, è suo compito primario. La
Biennale Danza, sotto la direzione di Ismael Ivo, ci aveva promesso sin
dal titolo di andare under the skin, rimandendo invece
vincolata alla superfice delle immagini che i gesti creavano nello
spazio sapientemente valorizzato dal gioco di luci. Dal mondo della
danza provengono poche riflessioni precise sulla precarietà del
corpo, sul suo essere indifeso ed esposto, sulle violenze che gli
stanno infliggendo, questo perché l'aspetto peculiare della
creazione di danza legittima senza paura la possibilità all'astrazione,
creando la capacità di richiamare alla memoria, di evocare
non solo le possibilità del corpo in movimento, ma le possibilità dell'immaginario,
allontanandosi in tal modo da quel reale attuale che lo rende presenza
politica in scena. L'eredità della drammaturgia nel teatro
applica al gesto e al corpo (sradicandolo, ridicolizzando, sovvertendolo)
una riflessione che dal senso si espande sformandosi fino ad approdare,
solo in un secondo momento, al corpo.
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Lavori in pelle ci offre una vetrina capace
di monitorare realtà dal sottosuolo, La bambola vera di
Paola Chiama, pare muoversi nella direzione più in adesione
alla attuale riflessione sul corpo trasparente: contenitore fragile
di personalità inconsistenti. E allora la danzatrice dal
corpo bianco chiuso in una teca, si mimetizza fino a sparire
nello sfondo, accogliendo un esterno fatto di immagini volutamente
banali, violente, sessuofobe, fashion.
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