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Il Gruppo
AltreVelocità è una
redazione intermittente, che si avvale di pensieri e persone
in continuo ricambio,
con la comune urgenza di interrogare il
presente e le sue arti per scovarne i sommovimenti, sotterranei
o evidenti. |
Redazione Lavori in
Pelle 2006: Sara Dal Corso, Agnese Doria, Lorenzo
Donati, Lucia Oliva |
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SCHEDA D'AUTORE # 2 |
Nanou,
o dell'irriducibilità del
segno
di Lucia Oliva |
Il Gruppo
Nanou ha la ricerca nel Dna. Un Dna
tripartito, quello della giovane formazione ravennate nata nel
2003, che si incarna nelle sembianze di Rhuena Bracci, Marco
Valerio Amico e Roberto Rettura.
Insieme hanno realizzato la loro prima produzione, Kostia,
che ha subito attirato gli sguardi degli addetti ai lavori arrivando
in finale al Premio
Scenario nello stesso anno di fondazione
della compagnia. Nel suo percorso creativo/storia scenica il
Gruppo
Nanou svela l'intenzione di fondere spazio, suono, parola
e movimento per trasformarli in un impasto sensoriale unico,
in cui i singoli elementi si contaminano e si confondono tra
loro, diventando altro da sè e dando vita a una scrittura
scenica densa e personale. I risultati della loro collaborazione
suscitano interesse e attenzione: Namoro, creazione
sviluppatasi all'interno del concorso
GD'A Giovani Danz'Autori nell'edizione 2004, si aggiudica
la vittoria in ex-aequo con Sp3
di Le-gami.
Il lavoro ottiene una buona circuitazione, venendo rappresentato,
tra le altre occasioni, nella rassegna Ipercorpo di Roma, curata
da Paolo Ruffini e, recentemente, al Festival
di Santarcangelo. Come a conclusione di un ciclo, o forse
a principio, lo stesso che porta la danza da forma in divenire
a esistenza prepotente e disarmante dell'esserci – da studio
nascosto in sala prove a modo di vivificazione urbana – lo
spettacolo torna ad Alfonsine in un estratto pensato per spazi
aperti.
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Namoro mostra una danza che si rapprende in istantanee
di carne, in costante equilibrio instabile su stralci di parole
d'amore e desiderio estrapolate da testi di Barthes e Genet.
La scena di questa realizzazione viene così riempita dalla
intensa plasticità di Rhuena Bracci che
snocciola la presenza del corpo in verticali contorte e perpendicolari
precarie, abitando ogni "posa" il tempo necessario perché questa
acquisti sostanza e peso. Le immagini viventi tratteggiano un
dialogo appena accennato con l'intermittente sonorizzazione elettronica
di Roberto Rettura mentre
le parole scandite da Marco Valerio Amico creano
un orizzonte di sensazioni, prima ancora che di senso, su cui
innestare gli altri elementi.
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Con la nuova creazione, ancora in divenire e alla ricerca di
un confronto con lo sguardo frastagliato del pubblico, il Gruppo
Nanou si immerge nell'universo del noir, sussumendone il clima
e articolandone i clichés in un'orchestrazione di archetipi
che lasciano in scena un cadavere, un caleidoscopio di indizi
e un colpevole da individuare. Questo è il giallo da risolvere
in Desert Inn, presentato in forma di studio a Lavori
in Pelle.
Per questo lavoro la triade degli inizi accoglie le
presenze di altri performer, in una moltiplicazione delle azioni
sceniche che proliferano affastellandosi in una compresenza di
segni e creano una vera e propria «orgia di prove». Ogni
spettatore è chiamato a scegliere un percorso, una prospettiva,
per un tentativo personale di soluzione del delitto e per cercare
il proprio fil rouge nella sommatoria di suoni, corpi, parole
e azioni che costituiscono l'agire scenico del Gruppo
Nanou.
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