AltreVelocità è un gruppo di giovani osservatori e critici attenti al monitoraggio di festival, eventi e spettacoli connessi alle arti sceniche contemporanee.
Costituito nel maggio 2005 in occasione del festival Contemporanea05 di Prato sotto il coordinamento di Massimo Marino.
 
 
Il Gruppo AltreVelocità è una redazione intermittente, che si avvale di pensieri e persone in continuo ricambio,
con la comune urgenza di interrogare il presente e le sue arti per scovarne i sommovimenti, sotterranei o evidenti.
Redazione Lavori in Pelle 05 composta da Massimo Marino, Rodolfo Sacchettini, Valentina Bertolino, Piersandra Di Matteo,
Chiara Alessi, Agnese Doria, Lorenzo Donati, Daniele Bonazza
 
 
Dove ha dimora la Danza d'Autore [L. Donati]
Giovani corpi pensanti alla "Galleria Lavori in Pelle" [L. Donati]
Quel senso di attesa della catastrofe [M. Marino]
Ho visto cose che voi umani... [C. Alessi]
Passeggiando nella Radura [R. Sacchettini e V. Bertolino]
Da lavori in pelle alle visioni di danza urbana [A. Doria]
Dalle 23 alle 2: Peep Show ad Alfonsine [Redazione Altre Velocità]
Giochi a doppio soggetto [P. Di Matteo]
La favola nera di Le-gami [A. Doria]
RAFALE: come se non venisse mai giorno [A. Doria]
Namoro o dell'indicibile fenomenologia dell'innamoramento [C. Alessi]
Se gli eroi greci si mettono a giocare a calcio? [P. Di Matteo]
Come un felino in gabbia... [R. Sacchettini]
Sull'importanza di fare il nodo alla cravatta [A. Doria]
Il gesto umano e le sue risonanze [Redazione Altre Velocità]
Umo, la potenza della fragilità [R. Sacchettini e V. Bertolino]
Residenza e resistenza:
il futuro delle arti performative per Nanou
[L. Donati e C. Alessi]
Incursione spaventata e entusiasta nella Radura [L. Oliva]
 
 
PIANISEQUENZA
Umo, la potenza della fragilità
Sguardo doppio sull'intensa performance di Sonia Brunelli.
di Rodolfo Sacchettini e Valentina Bertolino
È una farfalla o una libellula privata del suo volo e condannata a vivere al grado zero dell'orizzonte. Sonia Brunelli in Umo è un semplice vibrare di dita, una geometrica sequenza di micro-movimenti che disegna a terra fragili traiettorie, eppur tenaci. Lo sfilarsi di calzini e un improvviso getto d'acqua sembrano spogliare un corpo che si distende principalmente nello spazio di una schiena. La guardiamo da vicino, mentre le braccia sono ali bagnate, troppo pesanti per volare ma ancora capaci di vibrare e di rispondere agli sguardi. Il volto della Brunelli rimane fisso a terra, inavvicinabile, sempre nascosto, sempre sottratto.
[Rodolfo Sacchettini]
Umo è humus di pelle, raggrumata nella massa informe di un dorso nudo che emerge dal suolo, lucido linoleum nero irrorato nell'ombra da una sottile, silenziosa vena d'acqua. Non carnoso come l'umano, ma carne ferrigna, brulicante materia terrestre e primordiale, il corpo di Sonia Brunelli si mostra e occulta per uno sguardo frontale, alle sue spalle, lungo l'orizzonte su cui affiora dalla profondità del muscolo il pulsare tellurico della creazione, della gestazione, del moto.
Corpo scosso da un fremito trattenuto a fatica nello scheletro, curvo, con la spina dorsale conficcata a terra, comprime nell'addome un nucleo instabile e incandescente di energia fisica. La irradia lungo gli arti, nel tremore spasmodico di una mano, all'eccesso eppure rigoroso e regolare. Essenziale, con misura, come contrastasse la densa pressione dell'atmosfera, ritrova la complicità di una forza arcaica, dal sottosuolo, nella potenza di un gesto puro.
[Valentina Bertolino]
       
       
 
     
         
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