È una favola nera quella
di
Le-gami,
raccontata già nel modo più essenziale dalla scrittura
limpida e asciutta della Kristof e che nella sua messa in scena
non lascia spazio a divagazioni. I due gemelli del romanzo, Lucas
e Klaus, indivisibili e interscambiabili, sono intrepretati in
scena da
Andrea Del Bianco e
Francesca
Burzacchini, per caso o destino uniti nell'essere coetanei
e marchigiani entrambi. Di continuo la scrittura coreografica
affonda la lama nella differenza tra individualità ed equivalenza,
tra identità e diversità. La relazione tra i due,
pare negata inizialmente, in una solitudine di gesti slegati e
svincolati (apparentemente) da regole coreografiche. E invece il
gioco si fa interessante proprio quando si innesta la riflessione
sulla relazione, possibile solo tra diversità, e sull'identità come
negazione della diversità. Attraverso le maglie di un audio
che cresce in intensità nel tempo, i due si trovano nel
conciliante unisono finale che ci fa tirare il fiato dopo un'apnea
lunga mezz'ora, ed è proprio ora che la consonanza totale
rivela il suo lato crudele, svelando il distacco più che
l'adesione tra i due.