Annika Pannitto è nata a Campobasso.
Si è formata al S.Carlo di Napoli e all'Accademia Nazionale di Danza dove si è diplomata nel 2002.
Successivamente si è avvicinata alla danza contemporanea partecipando a diversi laboratori in Italia e all'estero.
Nel 2004 è entrata a far parte della compagnia Almatanz di Adriana Borriello.
Attualmente lavora con la compagnia Sistemi dinamici altamente instabili di Alessandra Sini e Antonella Sini.
Solitudo è il suo primo progetto da solista. |
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| Presentato
a Lavori in Pelle 2007 |
| SOLITUDO |
Danza: Annika Pannitto
Musica: Paolo Testa, Antonio Giambattista
Video: Nicola Micatrotta
Luci: Diego Labonia
Durata: 10 min.ca
Abito: Danila Olivieri, Belma Salihovic
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Il progetto esplora il tema della solitudine, dell'isolamento.
Una solitudine volontaria, un pretesto per amplificare la percezione di sé, dei suoni e dello spazio, per identificarsi meglio, per ironizzare.
La scena è un luogo insonorizzato, privato. L'ambiente è neutro, bianco, luminoso.
Il suono lo riempie e lo trasforma in uno spazio senza tempo; in questo volume agisce un corpo, solo: si muove lento, poi accelera.
Ricorda, aspetta, parla di sé.
Cerca attenzione e contatto.
Si sfoga.
"Sono stata a una festa dove non conoscevo nessuno però il trenino l'ho fatto lo stesso".
"Mi isolo, aspetto. Però guardatemi!"
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Solitudo è il mio primo progetto da solista.
E' concepito come work in progress, è un progetto che si arricchisce giorno dopo giorno di suoni, immagini, sensazioni.
La mia ricerca parte da uno stato interno riconosciuto e riconoscibile che genera la danza; sono interessata alle sfaccettature di una stessa condizione ed è proprio la diversità che si determina internamente a cambiare la qualità e il contenuto della danza.
Il gesto emerge di sfuggita come un "indizio" utile a rivelare passo dopo passo l'individualità del soggetto.
Il corpo abita lo spazio e ne é risucchiato oppure lo abbandona, o si assenta pur restando in scena, si distrae, come per trasferire a chi guarda quello che è successo, per far continuare a vivere le atmosfere generate.
La danza, prevalentemente affidata all'improvvisazione, è personale, non si "appoggia" a una tecnica riconoscibile ma ricerca un'originalità viva e mutevole, manifesta necessità e urgenza di comunicare.
Il suono crea gli ambienti e le atmosfere, è partner prezioso che costruisce il volume in cui il corpo si perde.
La ricerca è la creazione di uno stile sobrio, un piccolo universo che contiene una chiave di comprensione leggibile, un lavoro che apre lo spazio dell'immaginazione personale.
E' permeabile, fragile, curiosa.
Il linguaggio del corpo è veicolo di un'intimità generosa, che si offre e si specchia in chi guarda, che cambia e si arricchisce nel tempo. |
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