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Il Teatro
delle Moire è un'associazione
culturale, fondata da Alessandra De Santis e Attilio
Nicoli Cristiani,
provenienti da una serie di esperienze formative e spettacolari
per la maggior parte comuni. I due fondatori cominciano insieme
ad occuparsi di teatro nel 1988, frequentando la Scuola di Teatro
della Comuna Baires. Successivamente avviano un percorso di autoformazione
attraverso seminari con diversi artisti italiani e stranieri.
Tra
gli incontri più significativi quello con l'attore
e autore Danio Manfredini che seguono da diversi anni.
Nel 1991
sono tra i fondatori dell'Associazione Metropolis, all'interno
della quale partecipano alla realizzazione di alcune produzioni:
nel 1993 e 1994 curano l'organizzazione e la direzione artistica
delle due edizioni della rassegna di gruppi underground milanesi
Immagini dal Sottosuolo, svoltasi presso il Teatro Out Off,
con il contributo del Comune di Milano.
Elaborano nel frattempo
alcuni programmi pedagogici e dal 1991 lavorano in alcune scuole
di Milano e provincia (elementari, medie e medie superiori).
Alla
fine del 1995 escono dall'Associazione Metropolis per fondare
il Teatro delle Moire.
Nel 1997 il Teatro delle Moire produce lo
spettacolo Camille Claudel, Scultrice un monologo di
Alessandra De Santis sulla vita e l'opera della scultrice omonima.
Nell'Ottobre/Novembre
1998 collaborano alla direzione artistica della rassegna teatrale
Colpi di Scena, svoltasi presso il Teatro Telaio di Brescia,
proponendo un itinerario tutto dedicato alla creatività femminile.
Dal
1999 il Teatro delle Moire avvia il progetto
pluriennale di rassegna teatrale dal titolo DANAE - eventi extra-vaganti
dalla nuova scena al femminile, giunto nel 2004 alla sua sesta
edizione; la manifestazione di teatro e danza si svolge in diversi
luoghi della città di Milano: vetrine di negozi, palazzi
nobiliari, depositi ferroviari, ex-officine, bar, aree dimesse,
locali di ritrovo e naturalmente teatri. Nei diversi anni la
manifestazione ha usufruito del contributo del Comune di Milano
- Settore Cultura e Musei e Settore Giovani, della Provincia
di Milano e della Regione Lombardia, della Fondazione Cariplo
e del fondamentale sostegno della Fondazione Arte & Civiltà.
Nell'estate
1999 il Teatro delle Moire cura
la direzione artistica e organizzativa di una piccola sezione
dedicata al teatro, nell'ambito della manifestazione Notturni
in Villa a cura del Comune di Milano - Consiglio di Zona 9, nella
quale debutta con un proprio spettacolo dal titolo Eva! liberamente
ispirato al Diario di Eva di Dario Fo.
Nel 2000 l'Associazione
produce lo spettacolo Angeli Storti ,
liberamente ispirato a Ondina se ne va da Il trentesimo
anno di Ingeborg Bachmann, che vede la collaborazione di
Alessandra De Santis con la danzatrice torinese Lucia Citterio.
A
partire dallo stesso anno il Teatro delle Moire organizza
il Progetto Nereide, una serie di laboratori, workshops e seminari
diretti da artisti che i componenti dell'associazione hanno incontrato
lungo il loro cammino. Nereide è un ideale percorso pedagogico,
con scadenza annuale, la cui proposta è particolarmente
incentrata sul movimento e le nuove forme di danza che si avvicinano
sempre più al teatro, e in generale sul lavoro seminariale
di artisti particolarmente significativi della ricerca. Tra i
docenti ospitati da Nereide: Monica Francia, Danio Manfredini,
Mariangela Gualtieri, Michele Abbondanza e Antonella Bretoni,
Michele Di Stefano (MK).
Nel 2001 l'Associazione produce SuperNaturalMinnie ,
un assolo di teatro-danza coreografato, diretto e interpretato
da Attilio Nicoli Cristiani che debutta al festival di Alfonsine
Lavori in Pelle nella sezione "Supporter", con il tutoraggio
del coreografo Michele Di Stefano. L'assolo viene presentato
in diversi festival e rassegne italiane e straniere (Milano,
Parigi, Firenze, Bologna, Bergamo, Brescia, Ravenna, Rovereto).
Tra
il 2002 e il 2003 il Teatro delle Moire intraprende
una nuova sfida incentrata su un diverso rapporto con il pubblico,
ideando diversi progetti speciali sotto il titolo Insolite
visioni che prevedono interventi di teatro e danza di diversi
artisti in spazi non deputati alla rappresentazione teatrale: Assaggi
da Vetrina performance itinerante che si svolge dietro
le vetrine dei negozi, Bocconcini all'improvviso interventi
di danza tra i tavolini dei bar, Labirinto Tersicoreo percorso
tra la nuova coreografia italiana nelle stanze di un antico palazzo. Assaggi
da Vetrina e Bocconcini all'Improvviso vengono
esportati in altri festival di danza, tra questi il Festival
Oriente Occidente nel comune di Rovereto (TN).
Nel novembre 2002
debutta a Bologna il secondo assolo di danza ClaraB con
in scena il danzatore Eugenio De Mello, diretto e ideato da Attilio
Nicoli Cristiani, e che replica in diversi festival italiani
anche in formato di performance a Milano, Brescia, Alfonsine
(Ra), Dro (TN), Rovereto (TN). A partire dal 2003 Alessandra
De Santis e Attilio Nicoli Cristiani fanno parte di "Acquario03" un
ambiente fatto di un tempo di uno spazio e di un sonoro, con
la partecipazione di performer, danzatori, musicisti e artisti
in genere, finalizzato alla sperimentazione e all'approfondimento
in campo coreografico. |
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spin off n. 1
protagonista: Alessandra De Santis (Biancaneve XL)
coreo-regia: Attilio Nicoli Cristiani
progetto luci: Lorenza Bonfanti
costumi e maschere: Michela Benini, Monia Giannobile, Silvia Moro
sound designer: Stefano Greco |
Violently Snow White
spin off n. 2
protagonista: Lucia Mazzi (Prima Biancaneve)
coreo-regia:
Attilio Nicoli Cristiani
progetto luci: Lorenza Bonfanti
costumi e maschere: Michela Benini,
Monia Giannobile, Silvia Moro
sound designer: Stefano Greco |
Violently Snow White
spin off n. 3
protagonista: Attilio Nicoli Cristiani (TransBiancaneve)
coreo-regia:
Attilio Nicoli Cristiani
progetto luci: Lorenza Bonfanti
costumi e maschere: Michela Benini,
Monia Giannobile, Silvia Moro
sound designer: Stefano Greco |
Dall'operetta dance Violently Snow
White,
ennesima distorsione del mondo disneyano ad opera del coreografo/performer
Attilio Nicoli Cristiani, ecco tre spin off, variazioni sul tema,
con ognuno protagonista una Biancaneve diversa.
Il primo spin off ha per protagonista l'attrice Alessandra De
Santis, nella parte di una deformazione di Biancaneve, uno spirito
extra-large alla deriva, metà regina cattiva generatrice delle proprie ossessioni metà fanciulla
persa in un bosco frutto della propria mente innocente/perversa. Il secondo spin off vede in scena la danzatrice
Lucia Mazzi nelle vesti di Prima Biancaneve, la disneyana futura
principessa dalle gote rosse e la pelle bianca, dai modi gentili
e ingenui, che affiora dalle tenebre dell'avvelenamento della
strega per affrontare le terribili avversità di una buia
e sconosciuta selva.
Infine il terzo spin off è nelle mani di Attilio Nicoli Cristiani ovvero
Trans Biancaneve, una deformazione iper-alterata di Biancaneve, uno scerzo
della natura talmente fuori regola da fare paura a se stessa, uno sberleffo
al buon gusto e alla convenzione, uno sberleffo alla storia...
La progettazione di diversi assoli maturati da un'opera ancora in fieri è inscritto
nell'ossatura del progetto stesso, a metà tra spettacolo e vero proprio
evento performativo, prevedendo non solo differenti possibilità di rappresentazione
(dalla classica palco-version alle più sperimentali wood-version, versione
da bosco, e glass-version, versione da vetrina) ma anche partogenesi di estratti
spettacolari (come i tre spin off), sperimentando così il più possibile
l'allargamento del campo di applicazione del meccanismo della messa in scena.
Grande importanza riveste come sempre il progetto musicale che si sovrappone
alla scena. Non a caso lo spettacolo ha per sottotitolo "operetta dance
x 3 Biancaneve", e questo significa che la composizione originale ideata
dal sound designer milanese Stefano Greco verrà concepita come una vera
e propria operetta nella sua scansione temporale, traendo le proprie risorse
sonore dal frizzante mondo dance contemporaneo. Una musica dance che si insinua,
calibra, a volte sovrasta la scena e trascina chi la anima e chi la guarda
in un sincopato battito cardiaco.
E infine le danze, danze tribali, danze da
musical e da avanspettacolo, danze disneyane come i celebri cartoons
ci hanno rallegrato, danze "spaccate", storte e rotte,
dove si sgretolano e si stropicciano le convenzioni teatrali.
E danze di suggestione e di immagini raccolte dalla nostra poesia
quotidiana come la danza della falena, farfalla notturna disperata
che traccia vigorose linee nello spazio in tensione verso una
fonte luminosa letale. |
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