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LAURA E YURI
Contatti: Juri Roverato, juri_roverato@yahoo.it

Laura Scudella e Juri Roverato iniziano a collaborare artisticamente nei primi mesi del 2005, quando nasce un primo abbozzo di quello che poi, con il passare dei mesi, si delineerà come uno spettacolo.
Fin da subito inizia un'intensa collaborazione sia artistica che didattica, svolta in più regioni d'Italia.
Particolare rilevanza per la loro collaborazione didattica è ciò che viene fatto in Toscana nella città di Prato, dove è già il terzo anno consecutivo che loro tengono un corso di una settimana di Danceability che porta sempre il gruppo di allievi presenti a mettere in scena uno spettacolo finale, di cui loro sono i registi.
Sono stati inoltre invitati da Laura Banfi a collaborare con lei ad un progetto di Danceability con dimostrazione finale, che si è tenuto in Puglia a Bisceglie.
La loro collaborazione didattica, svolta anche in altre città d'Italia, costituisce un forte arricchimento sia per la loro espressione artistica che per quella professionale.
Sono, inoltre, stati invitati, come coppia, a partecipare alla Cerimonia d'Apertura dei Giochi Paralimpici di Torino 2006.
Quella di Laura e Juri è stata davvero una sorte di scoperta reciproca che interessa più livelli, da quello personale a quello didattico, dal pensiero filosofico con cui affrontano il loro lavoro fino ad arrivare a quello artistico. È stato un riconoscimento reciproco, un ritrovare nell'altro i propri pensieri e il proprio modo di concepire l'arte in sé.
Forte è stato anche scoprire fra loro un modo comune di concepire l'essere umano che va in scena, dal momento che questi ha davvero qualcosa da dire e da mostrare alle altre persone, al di là che egli sia abile o disabile, perché egli può essere artista completo qualsiasi sia la sua condizione personale.
Entrambi concepiscono in modo particolare l'uomo e la disabilità: non vedono quest'ultima come differenza che apporta povertà, bensì come differenza che apporta ricchezza e confronto con qualcosa di "diverso" dalla "normalità", ma che, proprio per questo, è qualcosa o, meglio, qualcuno che ci fa crescere. Solo nella differenza e nella diversità ci può essere dialogo, confronto e quindi crescita reciproca.
"Tutti gli uomini sono abili, tutti gli uomini sono disabili, perché tutti siamo uomini": questa breve frase rappresenta un po' il punto di partenza comune per loro due dal punto di vista etico e professionale. Cercare le risorse di ognuno di noi, qualsiasi esse siano.Di qui la decisione di iniziare a lavorare insieme, di mettersi in gioco insieme.

Presentato a Lavori in Pelle 2007
L'INCONTRO

La vita è una specie di evoluzione in cui tutto è in trasformazione continua. Si nasce, ci si trasforma, si gioca, si cresce nel proprio mondo, nella propria intimità ci si conosce e ci si scopre. Qual è la reale potenzialità del gioco? Come la si può scoprire e sviluppare?

Il mondo però ogni giorno si può allargare e mentre all'inizio si è soli, può essere che due mondi s'incontrano casualmente, e il proprio mondo non resta più proprio ma si allarga e diventa abitato anche da un'altra persona.
Cosa può accadere quando due persone s'incontrano, si scoprono, provano fin da subito un'attrazione reciproca e decidono di percorrere un tratto di strada della loro vita insieme per vedere cos'hanno in comune e come si possa giocare insieme, crescere e scambiarsi l'un l'altro
le proprie esperienze ed emozioni?
Una sorta di scambio continuo fra i due per capire che spesso insieme si può fare e provare qualcosa di magico.
...ma dove porterà quest'incontro? E poi? Cosa accadrà tra i due?

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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