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Jennifer rosa
Nell'ottobre 2005 nasce nel vicentino il gruppo di ricerca Jennifer rosa, nel quale si incontrano e si incrociano i percorsi di otto persone con esperienze artistiche molto diversificate, esperienze che spaziano dalla danza al teatro, dalla performance alla musica, alle arti visive. Il gruppo è diretto da Chiara Bortoli, danzatrice ed autrice nell'ambito della danza contemporanea europea, e riunisce danzatori professionisti e "amateurs". E' nato come laboratorio di ideazione e creazione di performance e predilige situazioni extra-teatrali, con gli spettatori spesso molto vicini ai performer, in un rapporto non sempre frontale. Jennifer rosa si situa al di qua e al di là della danza, al di qua e al di là della forma, spesso con la modalità dell'improvvisazione mantenuta anche nelle performance.
La direzione artistica del gruppo e la regia degli interventi è di Chiara Bortoli. La scrittura coreografica è il risultato di un lavoro collettivo. Chiara Bortoli è danzatrice e autrice nell'ambito della danza contemporanea. Dopo il periodo di formazione in Italia, Francia e Stati Uniti, si stabilisce nel 1987 a Parigi dove lavora per vari coreografi: Wes Howard, Karin Waehner, Andy De Groat, Philippe Decoufflé, Fattoumi-Lamoureux, Bernardo Montet, Gladys Sanchez, partecipando a tournées internazionali e ai più rilevanti festival del settore. Dal '98 di nuovo in Italia, prosegue la sua ricerca attraverso l'interpretazione, l'insegnamento e la coreografia, esplorando per vari anni sopratutto la forma dell'assolo e continuando puntualmente a collaborare con artisti francesi, tra i quali il musicista e regista FranÇois Possemé. Nel 2000 è co-fondatrice dell'associazione culturale Artemis, attiva a Vicenza e provincia, della quale è attualmente presidente e di cui cura il progetto danza: svolge corsi e laboratori per bambini e adulti, attività coreografica, ideazione e organizzazione di performance e rassegne.

Riflessi - scena 1 e 2
con Francesca Contrino, Milly Cuman, Francesca Foscarini, Vasco Manea, Debora Petrina, Francesca Raineri

La nostra esplorazione ruota intorno ai temi di identità e alterità, di "me" e di "altro da me"... temi che nella nostra ricerca attraversano specchi e riflessi, viaggiando dal singolare al plurale attraverso il doppio, dal corpo all'immagine attraverso l'immaginazione. Di queste questioni ci interessa l'elaborazione sensibile ed intuitiva, la concretezza che emerge nel e dal fare, da azioni fisiche piene quali il toccare, il vedere, il cadere, il correre, l'ascoltare. Il materiale che mano a mano emerge viene organizzato in scene - sorta di quadri a sé stanti per modalità, presa dello spazio, tempi ed intenzioni - che in occasione di presentazioni pubbliche vengono articolate in modi di volta in volta diversi, anche in funzione del luogo nel quale vengono accolte.
Ad Alfonsine portiamo due di queste scene della durata di circa 15 minuti ciascuna,   presentate per la prima volta in un contesto urbano: consideriamo infatti RIFLESSI un lavoro in divenire che ha voglia e bisogno di mettersi in gioco nelle situazioni più diversificate e di evolvere incontrando sguardi, esperienze, parole.

 
 
 
 
 
 
 
 
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