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COMPAGNIA IRIS
La compagnia nasce dall'incontro di artiste provenienti da diversi linguaggi: danza, teatro, canto, scenografia; che si mettono a confronto. Sotto la direzione artistica di Valentina Caggio Tatonetti (che è anche coreografa del gruppo) hanno avviato una ricerca e un linguaggio proprio.

Valentina Caggio Tatonetti

Cristina Ghinassi: attrice e danzatrice, si forma al Teatro Due Mondi di Faenza. In seguito consegue il diploma superiore per attori nelle arti popolari, cinema e teatro, in un percorso che da Fellini giunge a Santarcangelo.
Nell'ambito del teatro incontra Domenico Castaldo, Jim Slowiak e Jairo Questa del NPWL, Ida Kuniaki, Mario Barzaghi. Nella danza studia con Valentina Caggio Tatonetti e nella musica studia con Igor Niego il tamburello e il duf.
Attualmente studia canto con Luisa Cottifogli e partecipa a un coro polivocale sul canto popolare italiano diretto dalla stessa.
Partecipa alle produzioni: Il risveglio di Giorgio Barberio Corsetti, Fiesta del Teatro Due Mondi, Dammi almeno un raggio di sole codiretto da Davide Iodice e Roysten Abel, Per l'Amore di Valentina Caggio Tatonetti.

Laura Giovanna Matano: si forma presso il Centro Studi Danza Moderno - Creativa Chorea di Bologna diretto da Nicoletta Sacco frequentando il percorso di studi   e orientamento professionale all'interno dei corsi di specializzazione, diventando maestra in tecnica moderno-creativa. All'età di 13 anni entra a far parte della compagnia giovanile Children's Dance Company con la quale ha partecipato a varie rassegne e concorsi.
Dal 1999 diventa una delle danzatrici della Compagnia professionale Corea, interpretando varie coreografie sia di repertorio che nuove produzioni in Italia e all'estero. Il perfezionamento di danzatrice contemporanea è avvenuto con: Carolyn Carson, Dominque Mercy, Malou Airaudo, Anne Teresa de Keersmaeker, Susanne Linke, Wim Vandekeybus, Micha Van Hoecke, Ruxandra Racoviza, Michela Lucenti, Michele Abbondanza, Giorgio Rossi, Raffaella Giordano, Simona Bucci, Loris Petrillo. In particolare nel 2002 partecipa ad un corso di perfezionamento per danzatori contemporanei a Roma sotto la direzione artistica di Simona Bucci. Come danzatrice solista ho preso parte a vari concorsi classificandomi al Festival di Praha del 1999 terza nella categoria moderno, Roma Festival del 1999 classificandomi seconda nella categoria moderno. Docente in tecnica moderna presso il Centro permanente danza Let's Dance Reggio Emilia. Dal 2000 collabora con varie scuole materne ed elementari di Bologna e Reggio Emilia come progettista di danza.

Sabrina Naspi: studia al Centro Danza Moderno-Creativa Chorea di Bologna, diretto da Nicoletta Sacco Tecnica Contemporanea, Danza Creativa (per disabili e non), Teatrodanza, Composizione coreografica e Scomposizione del Movimento. Frequenta seminari e workshop con Simona Bucci, Alberto Del Saz e Joan Woodbury (tecnica Nikolais); Malou Airaudo e Dominique Mercy; Michele Abbondanza e Antonella Bertoni; Fabrizio Monteverde; Loris Petrillo; Roberta Escamilla Garrison (tecnica Cunningam); Michela Lucenti, Anna Maria Achilli (tecnica Horton); Pierpaolo Koss (tecnica Butoh); Ranco Yokoyama; Sylvie Mougeolle.Frequenta corsi di teatro con Stefano Armati Mataro; Fabrizia Foriero; Cristine Mertz. Nel 2003 frequenta il "V Corso di Perfezionamento di Coreografia Modern e Contemporaneo" presso Centro di Danza Mimma Testa di Roma con i Maestri coreografici: Carolyn Carlson, Susanne Linke, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Simona Bucci, Giorgio Rossi. Dal 2000 partecipa alle produzioni e messe in scena della compagnia CHOREA in Antologia 2000 e L'isola dentro coreografie di Nicoletta Sacco; La ballata delle cinque streghe e Chi è la più bella del reame coreografia di Martina Marini, Compianto coreografia Valentina CaggioTatonetti.

Paola Ponti: studia danza classica e jazz con Pezzi, Porras e Armstrong poi contemporanea e teatro-danza con Valentina Caggio, frequenta il V corso di perfezionamento coreografico organizzato dalla scuola Mimma Testa-Roma, studiando tra gli altri con C. Carlson, S. Linke, G. Rossi, M. Abbondanza, A. Bertoni, S. Bucci. A Vienna con Ori Flomin. Frequenta il SEAD a Salisburgo.

Nicoletta Preti: danzatrice, maestra d'arte e diplomata all'Accademia di Belle Arti-Bologna sezione scenografia. Si forma con M. Francia, C. Bruni, Abbondanza, Bertoni, M. Leanti, N. Mascia, C. Carlson, V. Caggio, G. Raccagni. Danza nella Compagnia Iris.
Presentato al Concorso GD'A 2004/05 II step
estratto da Non mi lasciare, lasciami andare
di Valentina Caggio
con Valentina Caggio, Cristina Ghinassi, Sabrina Naspi, Nicoletta Preti
Non lasciarmi definisce un movimento insieme o un non movimento, muoversi in due o stare, dove le persone non si lasciano, rimangono insieme, tengono insieme un tempo e stanno nel medesimo spazio. Non si lasciano per amore, affetto, condivisione di esperienze, comodità.
Lasciami andare porta ad un voler andare, ad un muoversi indipendentemente, ad un liberarsi da persone o situazioni, da un danzare un po' da lontano, per vedere chi o ciò che si lascia più chiaramente, da un altro punto di vista.
Non mi lasciare è il desiderio di ognuno di noi di non rimanere soli, desiderio di contatto, di essere amati, di avere relazioni, ma lasciami andare è il desiderio di prendere aria, di staccarsi, necessità di guardare da lontano persone, situazioni, per capirle meglio, per poi tornare ad unirsi in modo diverso, cosciente del possibile spazio che ci può essere in mezzo.
Questa è la nostra danza, la danza di quello che sta in mezzo.
Lo spazio, il tempo e le forme che sono in mezzo.In più c'è un personaggio, un alter ego di noi, forse una parte di noi, che nonostante il rammarico, il dolore o la tristezza, ci fa andare avanti, vede tutto in modo rilassato, divertito. La nostra parte giocosa, che ci permette di guardare le cose, anche le più difficili, sotto un altro aspetto e quella parte ci ricompone, alla fine, cambiate.
Presentato al Concorso GD'A 2004/05 I step

estratto da Non mi lasciare, lasciami andare
Coreografia: Valentina Caggio
Interpreti: Valentina Caggio, Cristina Ghinassi, Laura Giovanna Matano, Sabrina Naspi,
Nicoletta Preti

L'idea di questo spettacolo nasce dalla curiosità di vedere come musiche per noi molto riconoscibili e definibili in danze codificate potrebbero essere ballate da persone,che vengono da un luogo dove non hanno nel loro immaginario un modo di muoversi associato a queste musiche.
Non lasciarmi definisce un movimento insieme o un non movimento, muoversi in due o stare, i primi tre sono balli di coppia, da sala, dove i ballerini non si lasciano, rimangono insieme, tengono insieme un tempo e stanno nel medesimo spazio. Non si lasciano per amore, affetto, condivisione di esperienze, comodità. Lasciami andare porta ad un voler andare, ad un muoversi indipendentemente, ad un liberarsi da persone o situazioni, da un danzare un po' più da lontano, per vedere chi o ciò che si lascia più chiaramente, da un altro punto di vista. L'ultima danza è di gruppo, di insieme, di altri.
Presentato a Lavori in Pelle 2004
Per l'Amore
Pièce per quattro danzatrici e una bacinella
Di: Valentina Caggio Tatonetti
Con: Valentina Caggio Tatonetti, Cristina Ghinassi, Paola Ponti, Nicoletta Preti
Musiche Autori vari
I misteri d'amore crescono nell'anima, ma il corpo è il libro dove i misteri d'amore restano impressi per sempre.
Roberto Cappuccio

Il nostro spettacolo è sull'amore, chi amiamo e come, le emozioni che questa passione ci porta, i sentimenti che ci fa provare e le conseguenze che dobbiamo subire. Anche se abitiamo tutte al nord nella pièce vi sono diverse canzoni meridionali, che ci portano un sapore di carnalità e corporeità differente. Il nostro linguaggio è fortemente nato da una commistione tra varie abilità: ci sono danzatrici, attrici, cantanti e scenografe.
Nel nostro percorso c'è chi impazzisce ed eccede nell'amare e nell'odiare, ama in un modo malato ed è amata da un malato. Il troppo amore ha fatto impazzire. (Tutto ciò nasce anche da una ricerca della coreografa che lavora con malati psichiatrici in centri di recupero e analizza il corpo e i movimenti di queste persone).
C'è la preparazione per andare ad un incontro, vestite di rosa per il principe azzurro, c'è una spinta passionale. Poi sublimazione passionale nell'amore per le nostre radici, per capire cosa c'è alla base della nostra vita, che la condiziona;nell'amore per la vita, per tutte le cose belle e brutte che ci possono capitare, ma che portano comunque un cambiamento, un non fermarsi mai, un movimento, quindi sempre positivo. Sublimazione nell'amore per chi non c'è più perché è morto o partito o col quale non c'è più rapporto.
Sublimazione e scontro allo stesso tempo nell'amore tra madre e figlia in un duplice moto di avvicinamento e allontanamento, con sè e via da sé.
Scontro di passioni nell'amore per il cibo, fame incontrollabile e senso di colpa per aver mangiato.
Scontro di passioni nell'amore per la danza, arcaico, liberatorio, ma durissimo da vivere per l'impossibilità di vivere di danza.
Risate e lacrime, tante; da riempire dei secchi, ma non le lasciamo solo scendere, le facciamo anche salire.
Amore per l'altro, come specchio di sé, come altro da sé, come reazione alla propria forma,al proprio essere.
E c'è un dono. C'è un donare e un donarsi totale, un aprire non solo il proprio cuore, ma la propria pelle ad un incontro, ad uno scambio.
Lettura danzata della poesia di al-Hallaj, Diwan:

Tranquillità, poi silenzio e poi mutismo
E poi sapere, ritrovare e sotterrare
E poi l'argilla, poi il fuoco, poi la luce
E il freddo e poi l'ombra e quindi il sole,
terreno aspro, poi la piana e il deserto,
e il fiume e poi la piena e poi la secca
l'ebbrezza poi e sobrietà e passione
e vicinanza e poi abbondanza e intimità
contrazione poi espansione e annullamento
separazione e poi unione e soppressione.

 
 
 
 
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