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Selina
Bassini
Alessandro Bedosti
Nasce a Bologna nel luglio 1972. Nel 1993 si diploma
presso la Scuola di Teatro Colli di Bologna e nello stesso anno
inizia lo studio della danza.
Segue inizialmente il lavoro della
giovane coreografa Michela Lucenti (Compagnia L'Impasto), con
la quale presenta gli studi L'offerta (1994)
e Acciaio (1995) e dal 1996 lavora con Michele Abbondanza
e Antonella Bertoni, danzando in Studio per uno spettacolo
da camera (1996), Mozart Hotel (1997) e Woyzeck (1998,
regia di Nanni Garella). Dal 1999 è interprete della Compagnia
Monica Francia e danza in Ritratti (Premio Danza&Danza
1997/98), Cerimonia (2001), Un cuore così bianco
- Primo studio (aprile 2002). È inoltre fra gli
interpreti di Tangaz (coreografia Selina
Bassini e
Claudia Bruni, regia di Gerardo
Lamattina), spettacolo che vince
il Premio
Speciale Scenario 1999. Nell'estate 2000 è impegnato
nel progetto internazionale "I porti del Mediterraneo",
diretto da Marco Baliani, e lavora a Beiruth e Tirana. Nell'anno
2001 cura assieme alla coreografa Selina
Bassini un laboratorio
di teatro-danza presso il centro sociale polivalente Agorà di
Lido Adriano che sfocia nell'evento finale Rosa, spettacolo
che partecipa al Festival
di Danza Urbana AmmutinamentI (settembre
2001). Nell'autunno 2001 debutta nello spettacolo Il vento
dietro le quinte di Guy Shelley, regia di Angelo Savelli,
con Mauro Malinverno. Partecipa alla nuova creazione della compagnia
italo-belga Giolisu ospite della stagione danza del Teatro
Comunale di Ferrara con lo spettacolo Cani rabbiosi (novembre
2002). Nell'ottobre 2003 è tra gli interpreti di P.#06,
sesto episodio del progetto Tragedia Endogonidia della
Socìetas Raffaello Sanzio che debutta al teatro Odéon
di Parigi ospite del Festival d'Automne '03.
Eugenio Sideri
Esordisce come drammaturgo e regista al Festival di Santarcangelo
con lo spettacolo La mia casa, da H. Böll, interpretato
da Maurizio Lupinelli. Sarà proprio Lupinelli, insieme
a Marco Martinelli (regista e autore del Teatro
Delle Albe, direttore
artistico di Ravenna
Teatro) a trasmettere ad Eugenio la malattia
del Teatro, una passione costruita con fatica e amore, alla ricerca
costante di nuove ed autentiche vie per comunicare. Fonda la
Compagnia del Druido con cui realizza Aspettavamo Godot e Chisciotte,
oltre ad una serie di azioni di strada. Fonda poi il Teatro dell'Idra,
compagnia con la quale si affaccia al panorama nazionale con
gli spettacoli L'Escuriale, di Michel de Ghelderode
e Il giorno dei conti. Con l'Escuriale vince
il concorso Maggiovane presso il Teatro di S.Giovanni in Marignano.
Realizza, insieme all'attore Sergio Scarlatella e alla danzatrice
e coreografa Claudia Bruni, Selezione, da Bestia
da stile di P.P. Pasolini.
Nel frattempo coltiva la passione
per la pedagogia teatrale: lavora a fianco dello stesso Martinelli,
di Lupinelli ed altri nella non-scuola, i laboratori teatrali
effettuati all'interno delle scuole medie-superiori di Ravenna.
L'attività pedagogica
lo vede impegnato in varie parti d'Italia, ove ha condotto laboratori
per principianti, laboratori avanzati per attori professionisti,
seminari di approfondimento sulla drammaturgia contemporanea,
stages per allievi portatori di handicap. Ha tenuto inoltre corsi
d'aggiornamento per insegnanti e personale non docente presso
l'Itis di Ravenna, sviluppando tematiche riguardanti la posturalità,
il corpo-gesto, l'ascolto e la vocalità.
Diplomato in teatro-terapia,
ha svolto corsi all'interno del Centro di recupero psichiatrico
di Foligno (Pg) e presso l'Istituto Leoncillo Leonardi di Spoleto,
ove per tre anni ha svolto un lavoro di sviluppo delle capacità psichico-motorie e linguistiche
di un gruppo di allievi portatori di handicap. La medesima esperienza è stata
poi portata all'interno del Carcere di Spoleto, dove con un gruppo
di allievi e di detenuti, ha messo in scena un frammento del
Macbeth shakesperiano. Caratteristica dei laboratori di Sideri è l'assunzione
di uno o più testi che vengono scandagliati, riscritti
e amalgamati in vista di una messa in scena: sono numerosissimi
infatti i copioni da lui portati in scena con le varie squadre
di allievi: da Moliere a Goldoni, da Brecht a Marivaux, da Aristofane
a Plauto fino a Shakespeare.
Nel 2001 fonda Lady
Godiva Teatro e comincia un percorso all'interno della drammaturgia di lingua
tedesca. Porta in scena, con Maurizio Lupinelli, Ella, di H. Achternbusch, al Festival di
Santarcangelo. L'anno seguente inaugura il Müllermaterial,
un progetto triennale su Heiner Müller. Tale progetto viene
inaugurato, sempre in coproduzione con il Festival
di Santarcangelo,
da Filottete di Müller stesso. Seconda parte del
progetto, realizzata a Ravenna nel maggio dello scorso anno, è stata Stille
Nacht -la festa è finita, un evento dedicato al
testo mülleriano Mauser.
Nella stagione 2002-2003 è presente in quattro università italiane:
a Urbino, dove collabora al corso del prof. Peter Kammerer, tenendo
un seminario su Heiner Müller e presentando all'università lo
spettacolo Filottete; sempre su Müller è chiamato
all'Università Statale di Verona, in occasione del convegno "La
Maschera e la Storia"; all'Università La Sapienza
di Roma incontrerà gli studenti del corso del prof Roberto
Ciancarelli sul tema "la drammaturgia solista"; a Forlì,
presso l'Istituto per Interpreti e Traduttori, dove, coadiuvato
dall'attore Fabrizio Ferracane, dirige un master sull'approfondimento
del rapporto tra il lavoro del traduttore e lo sviluppo scenico
del testo.
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Radiocronaca
di Alessandro Bedosti, Selina Bassini, Eugenio Sideri
testo
radiocronaca e voce: Ascanio Celestini
in scena: Alessandro Bedosti
- Enrico Caravita
luci e scenotecnica: Danilo Maniscalco
materiali sonori: Marco Parollo
Produzione-coproduzione: Associazione
Ics, Lady Godiva Teatro, realizzato in collaborazione con Teatri
dello Sport |
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Radiocronaca è uno
spettacolo sul mito del calcio.
E dal calcio prende le forme,
prende le movenze, le azioni, i gesti, i segni.
E sul calcio si
sofferma a pensare, ascoltando le parole di una storia, la storia
di una partita che si deve per forza giocare. E non si gioca.
Sogni,
sogni di bambini, bambini che si credono un giorno campioni;
sogni di morti, che in un attimo vedono le loro ombre calciare
il pallone della vita; sogni di uccelli, che sbattono affamati
contro le griglie, contro le gabbie, contro il cielo che è diventato
piombo a coprire gli uomini che non riescono più a volare
ma possono solo aspettare, come avvoltoi, i resti della fine.
La
partita non c'è, non c'è proprio... e la storia
continua, come tutte le storie delle storie delle storie... come
il mito... spazia nell'aria ci arriva alle orecchie e ci racconta
di quello che qualcuno, là lontano, un giorno, ha visto
e ce lo racconta proprio a noi, che là non c'eravamo,
che là non vediamo, non possiamo vedere, non ci è concesso...
possiamo solo giocare ad ascoltare e sognare di trovare, tra
quelle ombre che camminano, anche un po' delle nostre storie.
Radiocronaca è un progetto che è nato
in seguito all'incontro di tre autori provenienti da esperienze
artistiche diverse: da una parte l'esperienza teatrale di Eugenio
Sideri, legata alla drammaturgia, alla scrittura e
al lavoro d'attore, dall'altra parte Selina Bassini e Alessandro
Bedosti, creatori di linguaggi del corpo, drammaturghi
delle azioni fisiche, coreografi di partiture che scavalcano
i confini della danza per toccare quelli del teatro, e viceversa.
Proprio
da un'esigenza di con-fondere le drammaturgie, ossia fondere
con, cioè mettere insieme linguaggi che possiedono
una loro valenza individuale (la parola, il racconto, la danza,
l'azione fisica) è nato il progetto Radiocronaca.
E
da qui l'incontro con una voce, quella di Ascanio Celestini,
che si è fatta portatrice della ri-scrittura di un mito.
Con-fondere,
dunque, per mettere a fianco linguaggi molto lontani, anche nell'approccio
all'evento; ma con-fondere pure nel senso di creare confusione,
far smarrire i sensi propri al racconto e alla danza, e non rinchiudere
in limitanti categorie.
Un'esperienza che, ancor prima di uno
spettacolo, è nata
e cresciuta come progetto di ricerca. Una messa in gioco degli
autori che, nel confronto del lavoro, hanno dato vita ad una
scena che raccogliesse le arterie principali ove scorre lo spettacolo.
Sangue
che corre ad emozionare, a giocare, a raccontare. |
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