Fanny Bullock nasce nel giugno
2001 da un'idea di Agnese Doria e dal successivo incontro con
Elisa Fontana.
Di chiara esigenza poetica il dialogo con diversi
soggetti e realtà artisticamente
nel percorso e in divenire che vogliano attraversare questo
spazio in comunicazione. Un luogo dialogante di accoglienza
per chi viene, un luogo di partenza per chi va. Per chi ne
sente l'urgenza sarà l'arricchimento della sua firma,
per altri un rifugio temporaneo. Le produzioni: Le
nuvole necessarie (2001), Anguane
- studio per un incantesimo (2002), Inchino
alla pioggia (2003), Perline (2003).
A partire
dal settembre 2002 la compagnia crea delle performance nei
locali di Bologna portando avanti il progetti A
amnesie Teatrali nato dalla collaborazione delle danzatrici
della compagnia con i fotografi di "Chambre noir".
|
|
|
Sulla morfologia delle
vesti di Ninfe contemporanee
da un'idea di Agnese Doria
con
Agnese Doria e Alice Mazzetti
|
Dopo aver iniziato a indagare
la figura della ninfa moderna, il percorso volutamente vira
verso l'anti-ninfa ovvero la santa. In particolar modo ci
concentriamo sulla figura di Santa Cecilia, trovandola particolarmente
in adesione col progetto.
La statua del Maderno sita nella
Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere ci commuove e attraversa.
Accasciata
al suolo avvolta nelle sue vesti che sono velo di sposa e
lenzuolo funebre al tempo stesso, riposa in una postura innaturale
che ci parla del suo destino, della sua agonia. Il suo corpo
viene umiliato in un bagno pubblico, luogo di depravazione
per poi essere gettato ed esposto allo sguardo; queste violenze
tuttavia non inibiscono la coerenza di una scelta che è vocazione
estatica alla vita. Sono molti gli elementi che vengono trasformati
nel percorso dalla ninfa all'anti-ninfa: il movimento della
caduta, che in ninfa è abbandono sensuale, ha al suo
interno un nucleo mortifero che torna come topos durante
l'estasi della santa. I corpi della ninfa e della santa sono
simili anche nella pesantezza della carne, il sacrificio
di Cecilia ha un tratto fortemente organico, il collo tagliato
con violenza ed offerto impudicamente allo sguardo del devoto.
Il nostro viaggio avanza in continuo bilico tra lo studio
e il corpo. Ci siamo arrese all'evidenza, finalmente.
|
|
Sulla
morfologia delle vesti di Ninfe contemporanee
|
 |
Lo
studio prende le mosse dalle più recenti riflessioni
sulla figura della ninfa nella storia dell'arte. Eroina dell'estraneità inquietante,
racchiude nel gesto di lasciar cadere le vesti il suo destino
ctonio. Vesti e stoffe, gettati via non si svuotano della loro
forza simbolica che trattiene il ricordo del corpo, nella nostalgia
di una vita, nel cuore stesso della morte.
"La riflessione si fa nel percorso. Quello che è certo è che
le impressioni delle vette e delle montagne che ho abitato, torneranno
come tatuaggi di morte impressi nella carne. Gli abiti abbandonati
ricompaiono nei miei ricordi, nutriti anche da immagini di fotografi
contemporanei (Steve McQueen e Antony Hernandez). La figura di
vecchia donna che ho incontrato sul Monte Rosa, forse una danzatrice,
abituata ad ascoltare anche attraverso le punte dei piedi nudi,
mi nutre di immagini
|
|
scritte_varie |