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FANNY BULLOCK
Fanny Bullock nasce nel giugno 2001 da un'idea di Agnese Doria e dal successivo incontro con Elisa Fontana.
Di chiara esigenza poetica il dialogo con diversi soggetti e realtà artisticamente nel percorso e in divenire che vogliano attraversare questo spazio in comunicazione. Un luogo dialogante di accoglienza per chi viene, un luogo di partenza per chi va. Per chi ne sente l'urgenza sarà l'arricchimento della sua firma, per altri un rifugio temporaneo. Le produzioni: Le nuvole necessarie (2001), Anguane - studio per un incantesimo (2002), Inchino alla pioggia (2003), Perline (2003).
A partire dal settembre 2002 la compagnia crea delle performance nei locali di Bologna portando avanti il progetti A amnesie Teatrali nato dalla collaborazione delle danzatrici della compagnia con i fotografi di "Chambre noir".
Presentato al Concorso GD'A 2004/05 II step
Sulla morfologia delle vesti di Ninfe contemporanee
da un'idea di Agnese Doria
con Agnese Doria e Alice Mazzetti
Dopo aver iniziato a indagare la figura della ninfa moderna, il percorso volutamente vira verso l'anti-ninfa ovvero la santa. In particolar modo ci concentriamo sulla figura di Santa Cecilia, trovandola particolarmente in adesione col progetto.
La statua del Maderno sita nella Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere ci commuove e attraversa.
Accasciata al suolo avvolta nelle sue vesti che sono velo di sposa e lenzuolo funebre al tempo stesso, riposa in una postura innaturale che ci parla del suo destino, della sua agonia. Il suo corpo viene umiliato in un bagno pubblico, luogo di depravazione per poi essere gettato ed esposto allo sguardo; queste violenze tuttavia non inibiscono la coerenza di una scelta che è vocazione estatica alla vita. Sono molti gli elementi che vengono trasformati nel percorso dalla ninfa all'anti-ninfa: il movimento della caduta, che in ninfa è abbandono sensuale, ha al suo interno un nucleo mortifero che torna come topos durante l'estasi della santa. I corpi della ninfa e della santa sono simili anche nella pesantezza della carne, il sacrificio di Cecilia ha un tratto fortemente organico, il collo tagliato con violenza ed offerto impudicamente allo sguardo del devoto. Il nostro viaggio avanza in continuo bilico tra lo studio e il corpo. Ci siamo arrese all'evidenza, finalmente.
Presentato al Concorso GD'A 2004/05 I step

Sulla morfologia delle vesti di Ninfe contemporanee

Lo studio prende le mosse dalle più recenti riflessioni sulla figura della ninfa nella storia dell'arte. Eroina dell'estraneità inquietante, racchiude nel gesto di lasciar cadere le vesti il suo destino ctonio. Vesti e stoffe, gettati via non si svuotano della loro forza simbolica che trattiene il ricordo del corpo, nella nostalgia di una vita, nel cuore stesso della morte.

"La riflessione si fa nel percorso. Quello che è certo è che le impressioni delle vette e delle montagne che ho abitato, torneranno come tatuaggi di morte impressi nella carne. Gli abiti abbandonati ricompaiono nei miei ricordi, nutriti anche da immagini di fotografi contemporanei (Steve McQueen e Antony Hernandez). La figura di vecchia donna che ho incontrato sul Monte Rosa, forse una danzatrice, abituata ad ascoltare anche attraverso le punte dei piedi nudi, mi nutre di immagini

 
 
 
 
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