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Martina studia danza classica a San Marino e danza contemporanea al Laban Centre di Londra dove si laurea nel 2006 in Dance-Theatre.
Dal 2006 collabora con la compagnia ELAN (Eurpean Live Art Network) diretta da Firenza Guidi come performer e docente nella scuola permanente del Centro Arti Performative Il Frantoio.
Martina è co-fondatrice nel 2006 di HuBe collective, gruppo di danzatori, coreografi e artisti del suono provvenienti da diversi paesi europei (Galles, Uk, Svezia, San Marino). HuBe ha recentemente presentato propri lavori al New Choreografic Showcase 06 al Laban, al Riks Teatern di Stoccolma, al Brighton Fringe Festival e al Frantoio di Fucecchio.
Nel 2006 e 2007 lavora inoltre per la compagnia di Angela Woodhouse & Caroline Broadhead esibendosi in Fine Line e Show, nuova produzione che debutterà a Londra nel 2008.
Martina viene selezionata dalla Biennale di Venezia 2007 diretta
da Ismael Ivo per prendere parte al workshop Danza tra Estasi ed Eros tenuto da Adriana Borriello.
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| Presentato
a Lavori in Pelle 2007 |
| THE TODAY IS NOT HAPPY TO ME
Studio di una decelerazione |
Penso di aver bisogno di riposo.
Attraversando la mia forma rivelo ciò che sono momento per momento. Ora ed ora ancora sono qui. Permetto al mio corpo di trasformarsi in un equilibrio di stati d'azione e non reazione.
Circondata da immagini, suoni, bombardata. È difficile mantenersi in bilico, difficile non abbandonarsi all'iper attivismo o alla passività. Difficile è fermarsi. Contemplare. Ascoltare. Trasformare pensieri in parole scritte su carta e disegnate nell'aria.
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Esaurisco fisico e mente in un'idea di vita in cui bisogna dare il massimo, sempre, oltre, ovunque.
Sono stanca, il mio corpo è stanco di sentire, di vedere di fare, di ricevere ciò che non voglio assorbire.
Ho paura di questa corsa verso l'inutile.
I limiti non sono debolezze da combattere.
Penso che dormirò ancora. |
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Il mio lavoro si concentra sull'autenticità del movimento, unico come tale e irripetibile secondo condizioni di spazio e tempo, e sull'espressione della persona. La forma nel movimento è un elemento subordinato all'ascolto: il materiale nasce seguendo il sentire del corpo. Durante l'improvvisazione, il corpo compie delle trasformazioni, esso attraversa ed esplora diverse fisicità.
Come in fisica ogni azione provoca una reazione, così in una situazione performativa ogni azione intesa come gesto provoca una reazione in chi osserva, che può essere d'empatia o di distacco.
Sono interessata ad esplorare la relazione che s'instaura tra danzatore e osservatore, nel mentre di una rappresentazione. Ciò che si vede, che è messo in scena, deve essere reale, vissuto appieno da entrambe le prospettive.
Sono affascinata dall'ambivalente natura dell'arte del movimento, essa è concreta ed astratta; concreta perché il corpo comunica concretamente ciò che è, astratta perché non produce materia, si dissolve nell'aria ed è inafferrabile: se il lavoro di un pittore rimarrà per sempre sulla tela, non si può dire lo stesso dell'attimo in cui egli dipinge. |
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scritte_varie |