index > archivio gruppi ospitati > sonia brunelli
 
 
 
 
SONIA BRUNELLI

Sonia Brunelli (1976) studia arte e pratica un movimento atletico interrogandosi sulla forma della rappresentazione e comunicazione artistica. Dal 2004 è autrice di soli, di Encefalo, Umo, Doma che focalizzano lo sguardo dello spettatore su una figura isolata nello spazio in relazione ad elementi.
Con l'azione NN, in residenza tra il marzo 2007 al Teatro Dimora - Arboreto di Mondaino ed aprile al PACT Zollverein Choreographisches Zentrum NRW di Essen (D), costruisce una composizione ritmica titolata A NN A, il cui debutto è previsto a luglio al Festival Santarcangelo dei Teatri 07.
Dal dicembre 2006 segue come coreografa il progetto "The migrant body" ideato da Operaestate Festival Veneto - Italia con Parnu Endla Teater - Estonia, Fundatia Cultural Project DCM - Romania, Dansateliers - Paesi Bassi, Marseyside Dance Initiative - Regno Unito.
Segnalazioni: 2a vincitrice del Premio Internazionale della Performance 2005, Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento TN e del concorso GD'A della Regione Emilia Romagna 05/06. Partecipa all'Atelier experimental platform for the arts organizzato dal Pact di Essen nel Febbraio 2007.

 

NN

L'azione ha luogo in un piano considerato come soglia o come divenire. Il problema della rappresentazione è affrontato a partire da un ritmo, un movimento definito in un'andata e ritorno, il cui ritorno è considerato come retroazione, come pensiero che ritorna alla sua origine, a se stesso.
Nello scambio ritmico l'azione incontra il negato, l'abbandono della logica. In tal caso l'evento chiama un altro accadere, un'altra traiettoria che a suo modo arriva ed appartiene sempre a se stesso.  
Dove inizia e finisce un movimento? Come emerge e si forma la negazione di un gesto? E' ciò che si chiede NN e al di là di questo nient'altro.

 
Partecipante al Concorso GD'A 2005/06
Photo Lia Pari

Doma
Prodotto in collaborazione con Cango Cantieri Goldonetta Firenze, Drodesera>Centrale Fies, Xing e Inteatro Festival  

La figura anima un codice di condotta, un cifrario di portamenti fondati sull'assetto fisico e sul movimento degli arti. Un'attitudine particolare di meccanismi, di andature, di modulazioni ritmiche di singoli segmenti scheletrici, di distanze angolari e di ribaltamenti di assi nello spazio.
Per il modello la misurazione del terreno è vitalità di un linguaggio imposto o imparato. Un registro di dati, un documento d'informazioni ripetuto. Un girare su se stessi. Un replay dove la forza lavoro spinge sempre in direzioni contrapposte per sottrazione e per addizione del gesto in movimento. Una registrazione continua della durata, una persistenza del passato nel presente. Un'esistenza logica, matematica, perpetua.
Nell'ingranaggio la figura si condensa, si raccoglie su se stessa, dura. Non c'è un'esperienza databile, non c'è un'espressione del volto che cambia. C'è una resistenza, uno stato o dimensione fisica che sopravvive.
Il motore di queste azioni ha origine nella somiglianza più profonda, in un tratto distintivo che fa ritrovare o emergere dalla figura umana il suo spirito animale. Non interessano combinazioni di forme eccentriche, stravaganti ma fatti comuni all'uomo e all'animale. La ripetizione numerica dell'arto, esibito più volte e in modi diversi, è una possibilità al superamento della figurazione.
Una forma animale e non l'animale come forma.

Photo Lia Pari
U M O
di Sonia Brunelli
durata 23'
col supporto di Xing

In questo caso, l'orizzonte ottico si abbassa al suolo. Il soggetto passeggia all'interno di una realtà isolata scivolando con lo sguardo sulla superficie piana nella quale appoggia ed avanza. L'esplorazione ininterrotta della Figura è guidata da una visione lineare, distesa, ravvicinata della realtà. Lo spostamento della linea d'orizzonte verso il terreno, converte lo spazio visivo al suolo. La relazione ravvicinata e frontale abolisce lo spazio prospettico tradizionale, organizzato per piani in successione, sottraendo alla visione la sensazione di profondità e di lontananza. La Figura in posa sul terreno si rappresenta di scorcio, in misure metriche illusorie accorciate nella lunghezza. La compressione prospettica   costruisce posizioni volumetriche improbabili.
Le forme di questa azione teatrale si sviluppano all'interno di uno spazio manuale chiuso fra l'altezza 0 del pavimento e l'altezza variabile dello sguardo. La percezione visiva della Figura oscilla sul terreno prescrivendo all'occhio una funzione manuale, simile al tatto: l'osservazione ravvicinata rivela diverse possibilità di relazione, connessione, legame, con il punto 0. Questo scambio nei due sensi, il tatto e la vista come il suolo e l'orizzonte, elimina la distinzione tra i piani liberando i confini verso l'infinito. Le tensioni dinamiche che nascono sono mosse da una logica intuitiva e funzionale all'ambiente consistente e cospirante. La relazione fra Figura e il luogo definisce un fatto: il corpo si piega e si contorce liberandosi da qualsiasi figurazione. Il deserto in cui vive la Figura fa spazio ad una forza melodica che la insegue come un ossessivo motivo musicale. UMO emerge dal suolo e dal silenzio.

Presentato a Lavori in Pelle 2004
ENCEFALO "azione riproducibile"
di Sonia Brunelli
L'andamento di tipo progressivo che fonda la cronologia statuaria del tempo e la nascita continua di un qualcosa considerato nuovo, "la novità" come tendenza sociale viene qui rappresentata da un uomo, il cui comportamento radicalmente dissimile (uomo avulso dalla partecipazione) distrugge e disgrega il convenzionale vivere e percepire frenetico, segmentato, a tratti, tipico della nostra società.
L'uomo, pur mantenendo una successione cronologica nella sua tesa, rompe, devia, si sottrae al comune ritmo cardiaco riscoprendo e introducendo un "nuovo ordine" di comportamento, un libero movimento che procede sempre in modo progressivo per uscire, per allontanarsi, per evadere da quel fiume, da quella massa, da quella folla, da quel caos in cui abitualmente soggiorniamo.
L'uomo nella sua attesa vive la stasi, vive la sapienza della durata e della dilatazione del tempo. La sua immobilità è generatrice di qualcosa, di uno sviluppo, di un cambiamento, di nuovi fenomeni, di una seconda nascita linguistica.
 
 
 
 
 
 
 
scritte_varie
   
           
Cantieri_ass.ne culturale e sportiva dilettantistica
© all rights reserved