Giovani. La
parola ha assunto, nei paradossi lessicali dello spettacolo dal
vivo odierno, connotazioni grottesche. Tra poco, non occorrerà attendere
poi tanto, la gioventù giungerà alle
soglie dei cinquanta anni. E prima? Apprendistato? Gavetta? Tentativi
di scrollarsi di dosso l'appellativo giovanilistico? Eppure qualcuno
che tra i 20 e 30 anni s'interroga, costruisce linguaggi e li
offre a un pubblico sospettiamo che esista ancora. Qualcuno costretto
a sgomitare oltre il dovuto. Nella società dei perpetui
e dei corporativismi, che altri eufemismi terminologici definiscono "conoscenze",
siamo costretti a far presente che esistono anche i giovani.
Un momento, qui a
GD'A vengono tutti dall'Emilia Romagna, possibile?!?
Danza. Beh, inutile ricordare che la sostanza
corporea, trovatasi a competere con tutti gli altri simulacri,
da tempo ha perso caratteri definitori stabili. Eppure rimane
lì, diremmo quasi che "resiste", se nel termine non fossero
implicati scomodi significati secondari. Irriducibilmente sfugge,
produce non Immagine ma trasformazione costante di immagini,
un movimento continuo di strati che si sfogliano e si ricompongono.
E richiede uno sguardo mobile, «poco più in là dell'oggetto»,
sempre tangenziale.
Autori. Potrebbe essere un curioso ossimoro: "Autori
contemporanei". Ma non ci avevano detto che è ormai sepolto
il tempo dei grandi racconti? Ma noi, con i partecipanti di GD'A,
tentiamo di non rassegnarci. Parafrasiamo una vecchia frase sul
cinema: "Il Danz-Autore scrive con il corpo come uno scrittore
scrive con la penna". Aggiungiamo che, vantaggio non da poco,
sfugge all'azzeramento del senso per eccessiva esposizione. Possiamo
concludere che questo autore - dunque avevano ragione? - non
racconta. Allude. Mostra un "corpo-penna" che allude.
E noi? Spettatori difficili da trovare, costretti a lavorare
per metonimia, di fronte a spettacoli di giovani che scelgono
di utilizzare solo "racconti tangenziali".
"Accidenti..." - si chiede a questo punto il navigato e qui disorientato
frequentatore di teatri - "...ma pubblico e spettacoli simili
esistono davvero?"
"No." - rispondiamo noi con compiaciuto ammiccamento - "Esiste
GD'A".