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| Le
ragioni di un progetto |
Creare
a Ravenna un gruppo autonomo di Teatro-Danza, costituito da
operatori sociali, persone diversamente abili e anche danzatori
professionisti del territorio ravennate, in questi ultimi anni è stato
un progetto che coinvolto totalmente Cantieri,
impegnandoci nella ricerca di modalità e
strumenti innovativi per rendere la Danza accessibile a persone
con differenti possibilità fisiche.
Seguire passo dopo passo tutta l'esperienza, dalla formazione
della compagnia di teatro fisico DanzAbile La
Linea dell'Arco, fino alle rappresentazioni
degli eventi che ha prodotto e che da due anni presenta all'interno del Festival
Ammutinamenti e anche al di fuori di questa rassegna, ha fatto comprendere
a Cantieri quanto tale esperienza possa essere testimonianza importante del
valore terapeutico ed aggregativo che la Danza può avere nei confronti
dell'handicap.
I risultati di questi anni, non solo in termini di spettacoli
realizzati e distribuiti, quanto di crescita e di feedback positivo da parte
delle persone coinvolte, ci portano oggi a cercare di 'radicare' e dare continuità al
progetto, anche cercando di condividerlo con un sempre maggior numero di persone
mediante la realizzazione di un cortometraggio.
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Il
documentario che si vuole realizzare racconterà l'ingresso
nella compagnia La
Linea dell'Arco di un giovane disabile che
insieme alla sua famiglia ha fatto richiesta di poter fare questa
esperienza. Saranno così coinvolti: Mattia P. (9 anni,
frequentante la scuola elementare Ricci di Ravenna. Insegnante
di sostegno: Scarpita Carmela, educatore Paola Marini); l'intera
compagnia La
Linea dell'Arco; I Soci dell'Associazione Culturale
Cantieri coinvolti nel Progetto
Teatro-Danza per Persone Disabili. |
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Il progetto
Teatro-Danza per persone Disabili è promosso dall'
Associazione culturale
Cantieri ed è sostenuto dal Comune
di Ravenna, dalla
Provincia di Ravenna e dal Consorzio
per i servizi sociali di Ravenna, Russi, Cervia. |
| Obiettivi |
Suscitare attenzione
e sensibilità nei confronti di chi nella disabilità,
anche grave, interpreta tutti i giorni della propria vita e può trovare
nel Teatro-Danza una forma di espressione e riscatto.
Offrire
la possibilità di portare in scena il proprio
'handicap', di offrirlo allo sguardo dello spettatore mutato
di segno. Liberato, proprio per la stessa forza del palcoscenico,
da ogni forma di commiserazione o pietismo. Essere in scena,
presenti col proprio limite, significa dare carne alle emozioni
più profonde. Significa diventare 'portatori di grandezza'.
Rendere più facile ed ampia la condivisione di questa
esperienza e poter onorare l'impegno di tutti i componenti della
compagnia, continuando ad alimentare la loro passione.
Trasmettere
in modo chiaro ed efficace la poetica e la metodologia del progetto.
Produrre
una documentazione audiovisiva che possa successivamente essere
utilizzata anche per attivare un sostegno finanziario da parte
di Enti e Privati che possa dare continuità al
progetto e che, permettendo l'allargamento del gruppo di lavoro,
possa aprire l'esperienza a un sempre maggior numero di persone
e ragazzi con diverse abilità.
Tutto ciò non solo per fornire un servizio di utilità sociale
ed effettuare un'azione di sensibilizzazione anche a favore di
coloro che sono in contatto con le realtà dei portatori
di handicap (per lavoro, per necessità o per aspirazione
personale), ma soprattutto perché vi abbiamo intravisto
grandi possibilità di arricchimento, di scambio e di crescita
per tutti i soggetti coinvolti: per i danzatori professionisti
e gli operatori, che hanno la possibilità di affinare
la propria sensibilità espressivo-corporea e di sperimentare
nuove modalità di relazione con il deficit fisico; per
le persone disabili, che hanno modo di impiegare il proprio tempo
libero in un'attività creativa, aggregante e 'blasonata',
perché rivolta di solito a persone non solo senza deficit
motorio, ma spesso con prestanze fisiche maggiori rispetto a
quelle degli altri. |
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Il documentario,
secondo l'estetica del cinema-verité, documenterà l'esperienza
di Mattia e dell'intero gruppo, seguendo passo dopo passo il
lavoro di inserimento nella compagnia, la formazione e la preparazione
dell'evento finale che verrà poi rappresentato durante
il Festival Ammutinamenti nel settembre 2004.
L'esperienza personale
di Mattia costituirà il filo narrativo
lungo il quale si dipanerà la storia più generale
del gruppo. Le riprese saranno effettuate in più periodi
per permettere un affiatamento progressivo del cameraman con
tutti, senza invadere in maniera cruenta la privacy di nessuno
ma diventando un compagno di avventura che discretamente osserverà quello
che il gruppo lascerà trasparire.
Attraverso interviste
con i genitori e con tutti coloro che parteciperanno all'esperienza,
sarà inoltre documentata
anche la metodologia caratteristica del progetto e la tecnica
di Danza (detta DanzAbile) che permette alle persone con o senza
disabilità di danzare insieme attraverso il contatto dei
corpi e la fiducia reciproca, trovando così nuove modalità di
espressione. |
| Azioni
progettuali realizzate (tappe essenziali della storia del progetto) |
• 22
Dicembre 2001 e 6 Gennaio 2002
Le Stazioni di Speyer, Natale 2001 intorno a Viale
Farini
Performance nell'atrio della stazione di Ravenna e nei
Giardini Speyer insieme ai ragazzi del laboratorio coreografico
del centro di aggregazione giovanile Agorà di Lido Adriano
• 19
e 20 Settembre 2002 Festival Ammutinamenti
Sapnas spettacolo di teatro fisico DanzAbile presso
la chiesa di Santa Maria delle Croci
All'Angolo incursione urbana presso l'ospedale di
Santa Maria delle Croci di Ravenna
• 15 febbraio 2003
Sapnas presentato all'interno della rassegna Nobodaddy
in collaborazione con Ravenna Teatro
• 18 e 19 Settembre 2003 Festival
Ammutinamenti
Incontri spettacolo di teatro fisico DanzAbile presso
la chiesa di Santa Maria delle Croci
Campi magnetici incursione urbana presso il supermercato
Coop Faentina
• 18 dicembre 2003
Incontri rappresentato presso la sala preconsiliare
nella residenza comunale di Ravenna all'interno della manifestazione, "Esperienze
e progetti di volontariato rivolti a persone disabili",
per l'anno europeo delle persone disabili.
• 23 gennaio 2004 Ravenna
Felix!? Mostra mercato di produzioni D.O.C
Incontri rappresentato
all'interno della rassegna presso il teatro Rasi di Ravenna. |
| Azioni
progettuali da realizzare (modalità di verifica e divulgazione) |
La realizzazione
del cortometraggio è prevista per il mese di novembre
2004.
Il filmato prodotto verrà presentato in occasione
di un Convegno sul Progetto
DanzAbile di Ravenna in uno spazio
teatrale di Ravenna. E' in via di definizione la presentazione
del Convegno all'interno del Festival Teatro di Interazioni Sociali
2004 organizzato dalla Regione
Emilia Romagna con la direzione
artistica di Claudio Meldolesi e Franca Silvestri.
In tale occasione
si cercherà di dare il maggior risalto
possibile all'evento, mediante il coinvolgimento dei mass media
e mediante l'invito di tutti i rappresentanti istituzionali coinvolti
nel Progetto. |
| Scheda
tecnica essenziale del cortometraggio |
titolo originale:
Io ho un nome
anno di produzione: 2004
formato originale: Mini DV
durata: 25/35 minuti
camera e fotografia: Lino Greco
montaggio e regia: Gerardo Lamattina
Segretaria di edizione: Francesca
Serena Casadio
prodotto da: Ass. Cult. Cantieri |
| Sponsor dell'iniziativa |
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